CHE LA LIBERTÀ GUIDI IL POPOLO

ESSERI SENZA TEMPO, CHE LA LIBERTÀ GUIDI IL POPOLO - performance art / street art - Marcia della Liberazione 10/10/2020 Roma

Nel 1831 un celebre pittore francese espose al Salon un dipinto dal titolo “La libertà che guida il popolo”. Delacroix attraverso il quadro si schierò apertamente a favore degli oppressi che insorgevano per rivendicare i loro diritti sociali e politici. Il dipinto suscitò fortissime reazioni nella critica ufficiale, nei cronisti e direttori di riviste, nelle classi sociali che ostacolavano un governo repubblicano democratico, e ovviamente in coloro che rappresentavano i governatori del momento, interessati a imporre la propria egemonia sul popolo. Un dettaglio che fu abilmente utilizzato da Delacroix, per scuotere le menti condizionate da uno sterile moralismo, fu il porre la figura della donna, allegoria della Francia repubblicana e dell’ideale della libertà, con la veste scesa a scoprirne il seno nudo. Questo seno scoperto, mostrato in tutta la sua vigorosa esaltazione alla vita, irritò davvero i “benpensanti” e, come spesso accade, la maggioranza cadde nel tranello dell’artista, perdendosi nel fumo e tralasciando l’arrosto.

La nostra libertà che guida il popolo, del 2020, si manifesta laddove l’oppressione del potere rialza i toni contro i cittadini che, come indicato dalla parola democrazia, dovrebbero essere sovrani nelle decisioni politiche del proprio paese. Questa volta però ad essere fonte di scandalo non è il seno nudo, ma un volto scoperto dalla mascherina, che ne impedisce la possibilità di espressione. Quel volto nudo è il vero problema, è il bersaglio su cui sparare a colpi di No Mask, fortemente irritante fa vacillare le convinzioni assorbite passivamente, è l’icona che colpisce l’orgoglio del perbenismo dilagante, e del servilismo privo di scopi individuali e di capacità autocritiche.

La reazione da parte dei cronisti, dei mezzi di informazione di massa, di chi appoggia in modo indiscriminato il sistema politico, è la medesima di un secolo fa, tante persone che si perdono nel fumo, anzi che soffiano sul fumo, perché diventi un polverone che renda la maggioranza ancora più cieca...perdendosi nuovamente l’arrosto. Capiamo che portarsi a casa la pagnotta è un sacrosanto diritto, ma se si fermassero un attimo a vedere l’arrosto servito sul vassoio, del quale anche loro potrebbero nutrirsi, risvegliando le loro coscienze, comprenderebbero il gioco fasullo e ridicolo nel quale sono caduti.

Oggi ammiriamo Delacroix e il suo dipinto esposto al Louvre, soffermandoci a fare un selfie con lui, lo annoveriamo tra i capolavori della storia dell’arte, lo prendiamo come esempio di come l’arte abbia una funzione istruttiva e rivoluzionaria, ma non abbiamo capito veramente il suo messaggio. Se avessimo compreso, davanti al palesarsi della nostra realtà, non daremmo a nessuno il potere di interpretarla, ma ci armeremmo di buona volontà per applicarci nello studio, ci apriremmo alla complessità delle molte informazioni esistenti e faremmo delle comparazioni, ascolteremmo il nostro innato senso di giustizia e di etica, già presenti in ognuno di noi, e creeremmo una massa critica intelligente e sensibile, aperta al confronto e affamata di verità.

Nella storia dell’uomo ci sono stati molti Delacroix, molti esseri senza tempo, che hanno avuto il coraggio di seguire il loro forte richiamo verso la verità, contro ogni corrente avversa, per amore della conoscenza e dei sacri principi esistenziali. Alcuni sono stati riconosciuti dai propri contemporanei ma, la maggior parte, sono stati derisi, insultati, denunciati, esiliati, feriti, uccisi, crocifissi. E la storia contemporanea continua, ignara di queste cicliche reazioni, ripercorrendo gli stessi ciechi binari. Oggi si usano impropriamente parole come “negazionisti”, “complottisti”, “no Mask”, “no Vax”, addirittura neofascisti, o estremisti, per cercare di travisare la realtà. Si impone una dittatura sanitaria, una dittatura finanziaria, si calpesta la Costituzione, si creano false notizie e, ancora più grave, non si attuano soluzioni già possibili, come lo scandalo della terapia con plasma autoimmune, per la quale lo stato italiano non ha mosso un dito per la sua attuazione. Chi nega sono proprio coloro che lanciano tali accuse, poiché non vedono oltre, non si informano adeguatamente, non sanno porre le giuste domande, ma obbediscono, bloccati dall’ignoranza nella quale sguazzano, e da una conseguente allarmante inconsapevolezza.